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LA NOBILTA'
Il termine nobiltà ha un duplice significato: indica sia uno status privilegiato riconosciuto dall'autorità, sia l'insieme dei soggetti che beneficiano di tale condizione.
Con riferimento a quest'ultima accezione, lo storico Marc Bloch definisce "nobiltà" la classe dominante che abbia uno statuto giuridico suo proprio che confermi e materializzi la superiorità che essa pretende e, in secondo luogo, che tale statuto si perpetui per via ereditaria.
È ammessa, a favore di alcune famiglie nuove, la possibilità di conquistarne l'accesso, anche se in numero ristretto e secondo norme regolarmente stabilite.
Il governo retto dalla nobiltà è chiamato aristocrazia.
In Italia i titoli nobiliari non sono più riconosciuti dal 1948 per effetto dell'articolo 3 e della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica italiana e "non costituiscono contenuto di un diritto e, più ampiamente, non conservano alcuna rilevanza".
La disposizione transitoria e finale rimanda invece ad una legge ordinaria la soppressione della Consulta araldica, perché si tratta di una regolamentazione di argomento più ampio (le funzioni amministrative nella materia araldica), non solo quello dei titoli nobiliari di cui si occupa tale disposizione della Costituzione.
Dalla Costituzione furono terminate solo le funzioni inerenti ai titoli nobiliari.
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